GROW WINGS AND FLY / KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD (HAYDEN SOMERVILLE)

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IL TENERONE DELLA LAGUNA NERA.

Tra tutti i mostri classici del vecchio ciclo cinematografico della Universal, forse il buon Gillman, l’arcinoto abitatore della Laguna Nera, è quello che suscita più simpatia nel pubblico.

L’uomo anfibio per antonomasia, afflitto da pene d’amore, sottratto al proprio habitat per essere esibito in un acquario e addirittura bruciato vivo, ispira molta più compassione che terrore, come dimostra anche il trattamento apertamente benevolo che gli ha riservato Guillermo Del Toro in quel conclamato omaggio sentimentaloide che è La forma dell’acqua.

Animato dal collettivo istinto di protezione che nutriamo per gli “uomini branchiati”, il regista Hayden Somerville ha pensato bene di eleggerne uno a protagonista del presente video, in cui la tenerezza e il grottesco coesistono in bislacca armonia.

A vestire i panni della creatura è Ambrose Kenny-Smith, membro degli stessi King Gizzard & The Lizard Wizard che col loro brano procurano un degno comparto sonoro alle immagini.

L’aria sognante, ottimistica e leggiadra del pezzo, che suona come un invito a superare i limiti imposti dal proprio background sociale, a rincorrere la libertà, ad affermarsi e crescere come individuo, entra in bizzarra sintonia con la storia di rinascita di un uomo-pesce in difficoltà, in uno spassoso mélange di delicatezza e awkward humour.

Presentandosi in un make-up bucherellato, decisamente non adatto ai tripofobici, Kenny-Smith sfoggia un colorito grigiastro e una corazza di cirripedi che gli percorre il corpo, come uno strano cetaceo antropomorfo.

Lo vediamo disteso su una barella, spaesato, mentre un quartetto di giovanotti – interpretati dai restanti componenti della band – si affretta a trasportarlo tra il fresco verdeggiare di un bosco.

Un momento! Che ci fa un uomo con le branchie nel mezzo di un paesaggio silvestre?

È presto detto: i suoi eroici accompagnatori, che gli riservano sguardi pieni di apprensione e dolcezza durante il percorso, non sono altro che ambientalisti attivisti in missione di rilascio, e quella è la strada più breve per il mare.

Ebbene sì, il nostro Ambrose, probabilmente spiaggiatosi qualche tempo addietro per ragioni non note, è stato soccorso e aiutato dal team ecologista, che adesso si sta adoperando per farlo tornare a casa.

Man mano che l’oceano si fa più vicino, l’entusiasmo del buffo anfibio con baffetti e pizzetto cresce esponenzialmente, fino a esplodere in un grido di gioia non appena le onde impetuose del “profondo blu” si palesano all’orizzonte.

A poco a poco, i suoi quattro salvatori lo reintroducono con gentilezza nel suo elemento, lasciandolo ambientare senza fretta, assaporare il gusto salino dell’oceano… Forse in segno di gratitudine, incomprensibile per noi comuni umani, l’amico di pinna spruzza (o sarebbe meglio dire sputa…) un liberatorio getto d’acqua in faccia a uno di loro.

Non proprio un esempio di bon ton, ma il sorriso fraterno del soccorritore non si scompone minimamente.

Ed ecco che, tra sguazzi insistenti e movimenti compulsivi degli arti, il buon Ambrose si dice pronto per partire: il momento del suo ritorno alle profondità marine è una di quelle surreali sequenze filmiche in cui l’esilarante e il commovente si divorano e si rigurgitano a vicenda.

Tutto è bene quel che finisce bene… O quasi…

Già, perché il video non è affatto terminato, e la seconda parte si sposta ancora una volta in un’area boschiva.

Qui facciamo la conoscenza di un pescatore, che con la sua fida canna e uno sguardo meditabondo stampato in volto, ripensa ai tempi passati e al padre ormai defunto, con cui era solito trascorrere il tempo tra i fiumi a gettare lenze e raccogliere trote…

Tutto molto poetico, ma a rendere la cosa decisamente strana è il fatto che a impersonare questo nuovo personaggio è proprio Ambrose Kenny-Smith! Privato del suo trucco ittiomorfo, sembra adesso passato al “lato oscuro”, nei panni di un profano dissacratore della stessa vita pinnata che il video, finora, ci aveva convinto a celebrare.

L’esca è gettata, il torrente scorre… e poi qualcosa abbocca! Le smorfie caricaturali di Ambrose fanno capire che si tratta di una preda grossa, davvero di un bottino da record…

Ebbene sì: dopo una strenua lotta che si prolunga fino a sera, il “trofeo” si rivela essere esattamente il povero uomo branchiato dell’inizio.

In poche parole, Kenny-Smith ha catturato se stesso, e ora si guarda boccheggiare in agonia sulla riva, con occhi freddi e impassibili, mentre il fantasma di suo padre lo saluta con un gesto di consenso dall’altra sponda del fiume.

Una nota amara, insomma, quella su cui si chiude il clip: per quanto aiuto si possa ricevere dall’esterno, per quanto ardentemente si possa desiderare l’emancipazione, l’auto-affermazione nel mondo, è davvero dura riuscire a scrollarsi di dosso il peso delle proprie origini, le ombre del passato, i rimasugli della generazionale forma mentis con cui si è cresciuti.

Speriamo che, prima di esalare l’ultimo respiro, il branchiato Ambrose venga ritrovato ancora una volta dai quattro paladini della fauna ittica, e che, una volta rigettato in acqua, si diriga una volta per tutte al largo, negli abissi sconfinati, laddove nessun amo possa mai più raggiungerlo…

KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD. HAYDEN SOMERVILLE. 2025.

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