
INCONTRI E SCONTRI.
Jerskin Fendrix è lo pseudonimo di Joscelin Dent-Pooley, compositore e attore inglese. La sua storia musicale ha radici lontane: fin da piccolo studia pianoforte e violino, per poi conseguire una laurea in musica classica. Crescendo si avvicina alla scena indipendente, collaborando prima con i Black Midi e successivamente con i Black Country, New Road.
Ma l’eclettismo dell’artista è vasto. Al suo attivo ha sei album, divisi tra due dischi di canzoni e quattro colonne sonore. Il suo carisma ha conquistato anche il mondo del cinema: un regista, dopo aver ascoltato un suo album, lo ha voluto per curare le musiche della propria pellicola, dando il via a una serie di collaborazioni.
La sua proposta musicale si potrebbe definire “liquida”: spazia con disinvoltura da ballad baritonali a composizioni elettroniche sperimentali, fino a toccare sonorità hyper-pop. Ciò che conta davvero è che Fendrix sembra divertirsi un mondo, dato che scrive, registra e autoproduce interamente i propri lavori.
La scena si apre su un prato verde e sconfinato, dove un ragazzo ben vestito cammina lungo una strada sterrata, tenendo il cane al guinzaglio. L’animale nota la carcassa di un animale e ne rimane attratto, ma il padrone lo strattona via. Poco dopo, il giovane inizia a correre e lascia andare il guinzaglio.
La corsa termina nei pressi di un’automobile incidentata contro un palo segnaletico. All’interno c’è un uomo anziano e barbuto con la testa che ha infranto il parabrezza. Il ragazzo si avvicina e prova a toccarlo, ma l’uomo non reagisce; tenta di aprire la portiera, ma è bloccata dall’interno.
Nella scena successiva, il ragazzo spiega l’accaduto a due poliziotti che lo ascoltano incuriositi. Un tecnico prova ad forzare la portiera per estrarre l’uomo, mentre due parenti tentano di rimuovere il palo incastrato nella vettura, alterando la scena dell’incidente. L’operatore riesce finalmente ad aprire l’auto e i soccorritori caricano l’anziano su una barella. Il ragazzo accorre accompagna i soccorritori passo dopo passo, mentre i parenti si abbracciano smarriti vicino al veicolo.
Di colpo cala la notte. Il carro attrezzi rimuove la vettura, mentre il giovane si aggira ancora sul luogo dell’incidente, assorto nei pensieri. Raccoglie da terra una scheggia di vetro e la osserva lentamente, riflettendo su chissà cosa.
Il giorno seguente, il palo storto è circondato da fiori lasciati in segno di ricordo. Anche il ragazzo porta il suo omaggio e, con aria sconvolta, fissa quel lembo di terra come se potesse svelargli un segreto sulla vita. Una pecorella pascola serena nell’erba e poi la videocamera poi si impenna verso il sole; tutto si fa buio e il cielo si riempie di stelle che, lentamente, scompaiono fino a lasciarne una sola.
Si tratta dell’ultima stella prima della fine del ciclo universale, o soltanto del punto di partenza da cui tutto ricomincerà? Questo video narrativo cerca chiaramente di comunicare qualcosa che va oltre il semplice spaccato di vita, qualcosa che supera la pura visuale, ma che in tutta sincerità rimane difficile da afferrare appieno a livello razionale ed emotivo.
Dietro la macchina da presa c’è James Ogram, regista inglese con una ricca videografia all’attivo, che comprende lavori per Honeyglaze, deathcrash, Platonica Erotica e lo stesso Jerskin Fendrix. Più che il classico “fantasista” della regia, Ogram dimostra di essere un autore legato a un vero e proprio collettivo di artisti, che ama seguire e documentare nel tempo lungo il loro percorso musicale.
JERSKIN FENDRIX. JAMES OGRAM. 2025.


