UTOPIAN FACADE / JOHN CARPENTER (GAVIN HIGNIGHT & BEN VERHULST)

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SCORRIBANDE NELLA NOTTE.

John Carpenter non avrebbe bisogno di presentazioni, ma preferisco andare sul sicuro. Partiamo quindi dalle basi: Carpenter è famoso in tutto il mondo come regista di film horror, thriller e di fantascienza. Ma il buon vecchio John sa fare anche molto altro: è sceneggiatore, produttore, montatore, musicista e compositore. Gran parte delle colonne sonore dei suoi film sono composte e suonate da lui stesso, caratterizzate da uno stile minimale, spettrale e fantascientifico. È proprio grazie a questo suono così specifico che, un film alla volta, si è creato un vero e proprio culto attorno alle sue composizioni e al suo stile freddo ed essenziale.

Quando la musica degli anni 2000 ha ripreso in mano le sonorità degli anni ’80, la sua opera è stata riscoperta: prima da pochi, poi citata da un numero sempre maggiore di musicisti di ogni genere. Si è arrivati al punto che la “Sacred Bones Records” ha accolto il regista nella sua pura veste di musicista, dandogli lo spazio per incidere dischi slegati da qualsiasi pellicola o per ristampare vecchie colonne sonore ormai introvabili.

Il video è affidato alle mani di Gavin Hignight e Ben Verhulst. Il primo è sceneggiatore e produttore di film e serie TV, mentre il secondo vanta una lunghissima esperienza come operatore al fianco di grandi registi, con all’attivo una lista sterminata di produzioni cinematografiche e televisive. Le aspettative, quindi, sono alte. Eh sì: i due si sono davvero impegnati a rendergli omaggio, cercando di citare lo stile del “Maestro” ma senza copiare.

Su uno sfondo nero, s’intravede una strada sterrata su cui corre una cyborg vestita di bianco, dal caschetto biondo platino e lo sguardo vuoto. Nella mano sinistra tiene un oggetto misterioso che emette un bagliore al neon. Il nero sfuma poi in un paesaggio contrastato, punteggiato da piccole piante, dove compare un volto sventrato a metà. Dal fitto della vegetazione si muovono oscure figure dai volti deturpati e le mani bruciate: mostri semi-umani. La cyborg si ferma, forse sapendo già cosa la attende; si volta ed è faccia a faccia con una di queste creature. Lo scontro è breve: con pochi movimenti il mostro viene scaraventato a terra, mentre lei rimane del tutto impassibile.

Cambio di scena: un lungo tunnel scorre ai lati mentre un’auto fila veloce senza mai allontanarsi davvero. Poco dopo, la protagonista parcheggia, consegna ciò che teneva in mano e sullo sfondo compaiono altri cloni perfetti di lei. Cammina lungo un corridoio, poi compaiono di nuovo i fari di un’auto nella notte e un primo piano della cyborg presa d’assalto dagli stessi mostri di prima. Finisce a terra mentre le creature cercano di strapparle l’oggetto luminoso, ma due luci accecanti squarciano l’oscurità, mostrando qualcosa che mette in fuga gli assalitori. A completare la scena, un robot vestito da motociclista riceve dalla cyborg l’oggetto luminoso. La telecamera si sposta infine su un uomo anziano (serve davvero specificare che l’attore è lo stesso John Carpenter?) che tiene in mano il medesimo oggetto, seduto con il volto coperto da un visore per la realtà virtuale di fortuna.

Di sicuro non sapremo mai con certezza cosa racconti questo video, ma le suggestioni, la narrazione visiva e la fotografia riescono comunque a dire moltissimo.

JOHN CARPENTER. GAVIN HIGNIGHT & BEN VERHULST. 2016.

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