OUI / BALMING TIGER (LEESUHO)

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DELIRIUM NUPTIARUM.

Due ragazze saltellano a tempo di musica su un tappeto elastico, mentre una ragazza in abito nuziale affacciata al balcone osserva nel cortile sottostante un drappello di uomini con una proposta di matrimonio scritta sulla testa, una lettera per ogni capa.

Ah, e nel mezzo ci sarebbe pure un tizio con una maschera da alluce che guarda verso l’orizzonte…

Un momento! Mettiamo tutto in pausa, per adesso.

Un po’ come nel Memento di Nolan, qui per dare il giusto contesto alla situazione forse è meglio partire dalla fine…

O meglio, da un po’ prima della fine, più o meno a metà video: il logo animato di una ditta chiamata “Gongbu Korea” introduce quella che è a tutti gli effetti la cornice narrativa entro cui va collocata la prima parte.

All’interno di una sala di registrazione dai contorni scenografici degni di un film di fantascienza, tra monitor e pulsanti luminosi, un ragazzo si infila a fatica uno strano casco – evidentemente troppo stretto per la sua testa – e, dopo aver azionato una sfilza di macchinari elettronici, si stende sul pavimento insieme a cinque altri giovani nelle sue stesse condizioni, abbandonandosi a quello che sembra uno stato di sonno profondo.

Disposti in un’armonica formazione circolare, tutti e sei i partecipanti si trovano collegati attraverso i propri caschi ad altrettanti televisori accesi, i cui schermi riproducono immagini di difficile identificazione.

A questo punto, i fan del genere cyberpunk potrebbero aver già intuito il modus operandi di tali bizzarri marchingegni, ma per un ulteriore livello di chiarezza è opportuno inquadrare l’episodio nel complesso del presente progetto musicale dei Balming Tiger.

Gongbu è il titolo dell’album di provenienza del brano, ed è anche il nome di un’azienda fittizia specializzata nella registrazione audiovisiva dei sogni umani.

Eccoli, dunque, i caschi acchiappa-sogni che consentono al fantomatico dottor Park Min di visualizzare il flusso di (in)coscienza delle sue cavie dormienti.

Con questa forma mentis, sarà di sicuro più facile (e forse anche meno traumatico) approcciarsi all’irresistibile clip concepito dal regista Leesuho per la band coreana.

Il videomaker si ritrova tra le mani il pretesto ideale per lasciare che le proprie fantasie psichedeliche prendano il controllo – si fa per dire! – dell’azione, in un turbinio di nonsense grottesco e invenzioni surreali che si fanno beffe della coerenza antropica e rifiutano categoricamente qualsiasi tentativo di razionalizzazione interpretativa.

Balzando dall’inquietante all’esilarante, dal disgustoso all’assurdo nel senso più orientale del termine, il clip trascina lo spettatore nel suo tumultuoso vortice di dissennatezza, forte di un montaggio dal ritmo implacabile, effetti visivi sconquassanti e un comparto sonoro ecletticamente funky al quale è impossibile restare indifferenti.

Senza alcuna soluzione di continuità, con una naturalezza anti-logica propria soltanto al mondo onirico, si passa dalla proemiale sposina a un uomo in costume da centauro, mentre a pochi passi due culturisti si allenano coi pesi, un velociraptor fissa il vuoto, e soprattutto un testone ciclopico stalkera tutti questi strampalati personaggi da una finestra.

E sono solo i primi secondi di un crescendo weird che annovera, tra gli altri, un lottatore di wrestling incastrato nell’intestino retto – orlato, bisogna dirlo, di pietre preziose – del suo sfidante, la pesca a un uomo in pittorico outfit ittico che si rilassa in piscina emanando peti dorati, un’impiegata che si getta dalla finestra di un grattacielo solo per essere supereroisticamente salvata da un collega volante, un tipo investito in un parcheggio e appiattito fino a ridursi a un vero e proprio stencil!

E in seguito non può che andar “meglio”, fra transizioni che trasformano una schiena nuda percorsa da un’antiestetica striscia di pelame scuro in una spiaggia solcata da una scia di sale, giochi ottici a base di prospettive illusorie e, dulcis in fundo, un delizioso mostriciattolo parlante (anzi, cantante) fuoriuscito da un uovo a forma di pallone da calcio.

A decretare la conclusione del trip è il violento sterminio di massa a opera di una ragazza-cyborg, la quale, dopo aver estratto una mitragliatrice a canne rotanti dal suo stesso braccio, semina morte e distruzione tra i commensali di un banchetto sulla spiaggia, che a ben vedere si direbbe il ricevimento nuziale prospettato all’inizio del video.

Be’, che sia stato l’incubo pre-coniugale della sposina, o l’allucinazione da fase REM di uno degli invitati, sarebbe forse il caso di considerare la manzoniana citazione “questo matrimonio non s’ha da fare”…

BALMING TIGER. LEESUHO. 2026.

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