ASET / IBEYI (CORRY VAN RHIJN & ROMAN PICHON HERRERA)

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RITORNO A L’AVANA.

Un edificio nel quartiere Vedado de L’Avana che affaccia sull’oceano, una mesta melodia per pianoforte si fa largo gradualmente, le voci delle gemelle Naomi e Lisa-Kaindé si intrecciano quasi fondendosi, alcune donne spazzano via secchiate d’acqua in un lungo corridoio per una festa di compleanno in uno degli appartamenti che compongono questo alveare pullulante di gente che entra ed esce.

I convitati, seminudi e stipati nel modesto ambiente si apprestano a salutare, sorridere e accaparrarsi una fetta di torta, bottiglie di alcolici sparse ovunque, occhiate allusive e sensuali si disperdono nell’atmosfera festosa, ma non solo, si scorgono anche sguardi persi nel vuoto di ragazze nostalgiche magari un po’ stordite dall’afa o da qualcos’altro.

Gradualmente le percussioni afrocubane emergono quasi dal nulla in un ritmo sinuoso dopo il mantra del ritornello “ay, amor” spezzando quella sospensione di torpore e di attesa e così la festa si accende e comincia a scaldarsi sempre più, tra gesti sensuali, corpi che si avvinghiano, sfregamenti e sudore.

Per qualche istante la mdp si concentra sui tamburi suonati da ragazzetti, ma è la sensualità di Naomi Diaz a catalizzare tutta la scena in una danza liberatoria, travolgente e frenetica anche se contenuta in uno spazio limitatissimo. Lei col suo vestito sexy e ridotto all’essenziale si abbandona in movimenti intensi e scattosi dimenando la cespugliosa capigliatura quasi in trance in mezzo a un’improvvisata coreografia di ballerini colti in un’euforia quasi febbrile.

“Aset” è il secondo brano del nuovissimo quarto album delle Ibeyi “Offering” che per l’occasione sono tornate concettualmente e fisicamente alle proprie origini, a L’Avana dove hanno vissuto per poco tempo insieme al padre musicista latin jazz cubano e alla madre franco-venezuelana.

Le Ibeyi son tornate “a casa” per regalare ai fan un album prodotto dalla loro nuova etichetta omonima, un album intriso di tradizione e sensualità, dove si conferma una scrittura più intima e viscerale, affidandosi alla collaborazione di musicisti e arrangiatori del luogo con cui non avevano mai collaborato in precedenza.

IBEYI. CORRY VAN RHIJN & ROMAN PICHON HERRERA. 2026.

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