
RIBALTAMENTO MITOLOGICO.
I “La Dispute” sono una band americana sulla scena dal 2004. Il loro stile mescola sapientemente sonorità emo-core e post-hardcore, proponendo testi poetici e profondi declamati attraverso un’alternanza di parti urlate e parlate. Negli anni hanno saputo costruire una fan-base sempre più solida che li ha accompagnati dai debutti con piccole label fino alla firma con la “Epitaph Records”, ovvero, una delle più grandi etichette indipendenti del settore, storicamente legata alla nascita dell’hardcore melodico grazie a band come “Bad Religion”, “NOFX” e “Pennywise” (solo per citarne alcune) ma capace di evolversi e rimanere in prima fila sulle barricate di una scena punk-hardcore che continua a rigenerarsi.
Il video che accompagna il singolo di lancio del loro album “Panorama”è curato da Daisy Fernandez, una game designer londinese laureata alla National Film and Television School. Come si può facilmente intuire, l’influenza del suo background professionale emerge in una regia curata e ricca di dettagli, con un ottimo bilanciamento cromatico e un’atmosfera tipica dei videogiochi moderni.
Il protagonista siede su una collinetta, circondato da una lunghissima corda azzurro fosforescente, mentre sullo sfondo della notte buia si stagliano le colonne di un vecchio tempio greco. Il giovane, dalla corporatura esile, ha un caschetto biondo che sembra richiamare la tonalità fluorescente in cui è immerso.
Inizia il suo lungo cammino, con la corda ben legata in vita che lascia dietro di sé una traccia luminosa a testimoniare il suo passaggio nel buio. Il giovane comincia a correre nell’acqua, affiancato da altre corde fosforescenti di colori diversi. Proprio mentre corre, si ritrova davanti a un enorme monte squarciato dove comincia la sua vera avventura. Corre a lungo nell’acqua bassa, incrociando spesso i segni lasciati dai suoi predecessori. All’improvviso, alcuni lampi squarciano il buio e una gigantesca, enigmatica roccia volante si riassembla, permettendogli di entrare al suo interno.
Qui il percorso si fa più duro tra infiniti corridoi, stanze, vicoli ciechi, false speranze e strette cenge a strapiombo; la situazione si rivela per quella che è: un labirinto multistrato. Tentativo dopo tentativo, il protagonista si ritrova in un corridoio strettissimo, dove compare un cubo che mostra le immagini della sua stessa ricerca. Muovendosi verso livelli sempre più bassi e angusti, guardandosi intorno con curiosità, si cala in un buco nel pavimento.
Si ritrova così di fronte a un toro, seduto a testa bassa e illuminato da piccole candele. L’animale si alza mantenendo lo sguardo a terra e, quando il giovane tenta di avvicinarsi, si mostra titubante e indietreggia. Quest’ultimo, però, riesce a conquistare la sua fiducia: il toro comincia a seguirlo e i due ripercorrono lentamente il labirinto a ritroso, seguendo il filo di luce. Quando la coppia raggiunge l’uscita, il ragazzo corre fuori mentre il toro si ferma sulla soglia, quasi si sentisse in colpa o non meritasse quella libertà. Ma dopo una lunga esitazione, è finalmente pronto a camminare come un essere libero.
Questo video si prende l’impegno di reinventare e rivisitare il mito di Teseo, del filo di Arianna e del Minotauro. In questa versione, tuttavia, il pericoloso viaggio in un labirinto in continuo mutamento non serve a uccidere il mostro, bensì a scovare un tesoro nascosto al centro: la salvezza del Minotauro dal suo destino di prigioniero.
LA DISPUTE. DAISY FERNANDEZ. 2019.


