
NON I SOLITI SPAGHETTI DI MEZZANOTTE.
Un nuovo esperimento che affronta l’onirico e il subconscio ad opera del fantomatico studio di ricerca “Gongbu Korea”, dà vita all’ennesima narrazione stratificata messa in moto dalla creatività del collettivo coreano dei Balming Tiger formato da musicisti, rapper, scenografi, artisti visivi, videomaker e produttori. Ovvero un bizzarro calderone sempre in fermento…
Il videoclip di Pennacky è tutto incentrato sulle traversie in un sogno e allo sconfinato ego del protagonista dai capelli verdi, il rapper del gruppo Omega Sapien, che “svegliatosi” di colpo in piena notte è subito catapultato in un labirintico meccanismo che ha tutti i connotati di un incubo simpaticamente angosciante.
Spostiamoci in cucina: il ragazzo, o meglio la sua testa, si ritrova a bollire in un pentolone insieme ai soliti ortaggi, mentre una sua mano soffrigge in padella. Un cuoco e i suoi assistenti sono compiaciuti del risultato culinario, mentre i due anziani commensali si apprestano a gustare l’inedita pietanza, cioè il faccione del rapper che sembra stare al gioco e canta come se niente fosse su un avvolgente groove funky (!) Di lì a poco, entra in scena un personaggio vestito da un buffo dalmata scodinzolante che giocherella e assaggia da una ciotola la verde ciocca di capelli messa lì dal cuoco su di giri.
Il montaggio anarchico fa deliberatamente spazientire lo spettatore che in genere è abituato a relazioni: causa-effetto, ma ogni tanto farsi cullare dal nonsense temporale può risultare perfino divertente, specie se ci si imbatte in altrettante situazioni infantili con in più ironici rimandi allo stile gondryano.
Infischiandosene di qualsiasi logica, il clip continua imperterrito a scandagliare la dinamica paradossale dell’onirico, in un continuo tira e molla legato all’inseguimento del giovane protagonista che si rende conto da tanti particolari di essere un leader o un personaggio influente costretto tuttavia a svicolare perdendosi in cunicoli e stanze buie, rincorso da fans, addetti alle vendite, buttafuori, cercando di distrarli di tanto in tanto con sketch mimici ingannevoli, per catapultarsi poi in un finale grottesco dove tutti i personaggi incontrati durante il “trip” si ritrovano a danzare in una stanza semibuia, ignari dell’incombente presenza di un gigantesco Godzilla.
Una sequela di significati inafferrabili in questo clip, una sorta di rebus da seguire senza porsi tanti interrogativi, anche se, forse, scavando a fondo, si può intravedere la metafora di una cieca esaltazione che sconfina col desiderio di possedere, anzi di fagocitare gli idoli dello star system, innescando come in questo caso soluzioni estreme anche se mitigate dal paradosso.
BALMING TIGER.PENNACKY. 2026.


