KALA / MBONGWANA STAR (LIAM FARRELL)

VIDEO ARK ||| Recensioni Video Musicali

L’ORGOGLIO IN BALLO.

“Aspetto il giorno in cui la musica sarà il cibo dell’amore, aspetto il giorno in cui dormirò senza leggi”.

Partiamo da un nome: Doctor L ovvero Liam Farrell, figlio del pittore irlandese Michael Farrell esiliato negli anni ’70 a Parigi, che ha avuto il suo primo approccio alla musica da giovanissimo come batterista, dopo di che ha cominciato a scandagliare la scena elettro – dub – hip hop e gli ambienti off della capitale francese; non contento ha voluto sconfinare affermandosi via via come uno dei produttori più influenti per la musica del circuito africano, si pensi all’afrobeat di Tony Allen, Angelique Kidjo, Rokia Koné, Nneka e tantissime altre band innovative.

La collaborazione diDoctor L con il sound futuristico dei Mbongwana Star di Kinshasa, è formata per puro caso; lui al tempo voleva misurarsi con band in grado di mischiare generi disparati che andassero oltre la solita tradizione tribale, loro invece, cercavano un produttore capace di contaminare le proprie composizioni con distorsioni, elettronica cheap, suoni acidi e un’insolita attitudine post punk ad avvolgere il tutto.

La band della complessa capitale congolese, nata nel 2015 è formata per metà da strumentisti paraplegici ed altri elementi presi direttamente dalla strada, con l’intento di contagiare il più possibile la musica afro-congolese, attraverso sonorità spigolose, voci effettate e ritmi affini al synth pop, col risultato di una miscela esplosiva e radicale in grado di spiazzare gli habitué della musica africana più tradizionale.

Il video, “Kala”, grazie anche a un efficace b/n fortemente contrastato, ci porta gradualmente nella realtà di una baraccopoli della metropoli e zigzagando tra la folla, mostrando momenti di euforia danzereccia in cui gli ultradinamici danzatori cercano di dare il meglio di sé; un collage di frammenti ottimamente coreografati e “carpiti” quasi in modo estemporaneo dalla mdp del regista (lo stesso Doctor L) che si insinua quasi furtivamente tra cortili comuni, stretti corridoi o anguste stradine tra le bidonville, ecc, con l’intento di documentare la vitalità e l’irruenta energia di un ego collettivo che irrompe anche in questi contesti di emarginazione, manifestando nonostante tutto orgoglio della propria cultura e voglia di riscatto, in una realtà aspra e contraddittoria.

MBONGWANA STAR. LIAM FARRELL. 2015.













author
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x