
CONSUMA, RICICLA E DANZA!
Un collettivo “afrofuturista” dalla Repubblica Democratica del Congo (da cui sono uscite band seminali come Konono n.1, Mbongwana Star e tante altre) che prende spunto creativo da tutto ciò che la discarica dell’immensa Kinshasa offre, difatti i sei componenti della band si divertono a reperire oggetti e costruire percussioni e cordofoni assemblando pezzi di computer, taniche, molle, legno, corde, acciaio e cianfrusaglie varie, con lo scopo di ridar loro nuova vita per creare musica e spettacolo che definiscono eco-sostenibile.
Dal bizzarro video diretto dal duo marsigliese Meroni & Calbris, si evince anche una spiccata dote nel ready made di materiale di scarto per agghindare i corpi dei sei congolesi che distesi coreograficamente sul pavimento e ripresi dall’alto, si divertono a coordinarsi fra di sé in azioni semplici e limitate, in un gioco instancabile di tensione e rilascio, movimenti valorizzati dallo smodato uso dell’effetto mirror o split screen che danno risalto alla performance da molti punti di vista, col risultato di un camouflage coloratissimo in cui a malapena si intravedono i volti coperti da maschere tribali realizzate da loro stessi.
Difficile rimanere indifferenti allo strampalato look sfoggiato con fierezza dal collettivo “in questo caso, poco danzante”, alla stregua di impavidi supereroi portatori di valori positivi che vanno dal riciclaggio di materie di scarto al profondo rispetto per l’ambiente; (il cantante e batterista Sekelembele ha dichiarato al Guardian: “In natura non esiste la spazzatura perché la vita riutilizza tutto. La spazzatura è tossica se non ha altro utilizzo, quindi diamo una seconda vita a ciò che raccogliamo”).
Il trascinante sound di “Tia Mungwa Na Biloko”, che in lingala significa “la mamma mette il sale nel piatto”, è un mix di musica e rumorismo “fai da te” con l’intento di diffondere lo spirito artigianale del concept, che cerca di coinvolgere e sensibilizzare più gente possibile; difatti è proprio questo il loro motto, insaporire con impeto gioioso e libertario ritmi ipnotici e incalzanti, spingendosi oltre i cliché della tradizione africana, grazie alla sperimentazione di nuove sorgenti sonore, timbri e invenzioni sceniche senza alcuna restrizione, anche se ciò comporta “sporcarsi” felicemente le mani tra i rifiuti.
FULU MIZIKI. CYRIL MERONI & BÉRENGÈRE CALBRIS. 2025.


