BOOTS ON THE GROUND / MASSIVE ATTACK & TOM WAITS (THEFINALEYE)

VIDEO ARK ||| Recensioni Video Musicali

MUSICA PER PROTESTA.

Questo video è per me insolito, perché in genere qui parlo di musica e di video. Poi certamente ogni gesto, ogni scelta che facciamo è in un qualche modo politica, e anche l’arte che selezioniamo è politica. Ma in questo caso stiamo parlando di musica di protesta, musica senza metafore, ma musica che mette al centro il proprio dissenso per quanto stia succedendo nel mondo. È difficile per me fare una foto di questo mondo, perché è sfaccettato, e perché ci sono così tante situazioni al suo interno che cercare di riportarlo sarebbe un modo come banalizzarlo.

Cercando di arrivare al nocciolo della situazione, questa traccia e questo video escono per il pubblico mentre il buon Robert Del Naja, colonna portante dei Massive Attack, è in galera. Ci si può domandare: ma cosa avrà mai fatto questa “rockstar”? Il fatto è che, per come sento io le cose, lui non ha fatto nulla se non esercitare un suo diritto di essere umano, ovvero scendere in piazza con altre persone e manifestare contro ciò che sta avvenendo in Palestina. Insomma, per chi avesse dormito sotto un sasso finora, parlo proprio del genocidio sistematico di Israele contro tutta la Palestina, civili o ribelli che siano.

Parliamo di una polizia inglese che ha arrestato centinaia di manifestanti, fra cui ragazzi, famiglie e persino un signore di ben 97 anni. Non certo manifestanti facinorosi, quindi possiamo dire con certezza che tutto ciò è una delle ultime cose fatte da Del Naja prima di finire in carcere. E qui mi lego al video che è stato fatto in collaborazione fra i Massive Attack e le magnifiche immagini di Thefinaleye, fotografo dal viso ancora celato. Il fotografo (uso il maschile sovraesteso) ha partecipato attivamente a decine di manifestazioni sia per “Black Lives Matter” che per quelle anti-ICE negli Stati Uniti, riuscendo sempre nell’impresa di trovarsi al centro dell’azione. Guardando lo scorrere di queste fantastiche immagini sature — a dir poco magiche — si può percepire la profondità e l’enorme tensione che si viene a creare in quei frangenti, ma non solo per i manifestanti che subiscono, quanto anche il dolore di dover agire in situazioni di sommossa.

La collaborazione musicale è ben bilanciata quanto del tutto inusuale e inaspettata: mettere nella stessa canzone Tom Waits e i Massive Attack, musicisti agli antipodi sonori ma che trovano un fine condiviso, perché Tom Waits porta la sua voce, la sua profondità sofferta, il suo timbro noir gratta le corde più profonde dell’animo umano, attingendo senza volerlo ad antichi ricordi di antichi blues suonati sottobanco, mentre i Massive Attack lavorano, come sempre, di fino, come una fantastica sartoria che riesce a cucire un vestito perfetto, che riesce a suonare antico ma anche moderno, e allo stesso modo organico ed elettronico.

Il brano è la perfetta colonna sonora per la “trincea urbana” e si apre proprio con un respiro che richiama la frase celebre di George Floyd “I can’t breathe”, e nella canzone invece i “boots to the ground” smettono di essere quelli delle truppe per diventare i passi dei manifestanti che resistono alla militarizzazione delle forze di polizia e all’autoritarismo.

P.s. Tutto il ricavato sarà donato all’American Civil Liberties Union (ACLU) e all’U.S. Immigrant Defense Project, con buona pace dell’amministrazione statunitense.

MASSIVE ATTACK & TOM WAITS. THEFINALEYE. 2026.

author
Iscriviti
Notificami
guest
2 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Monica
Ospite
Monica
4 mesi fa

Per fortuna ci sono band come i Massive Attack che cercano di risvegliare le coscienze. Immagini drammatiche e purtroppo attuali. Complimenti a Luca per la descrizione.

2
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x