CINDERELLA / MODEL/ACTRIZ (NATHAN CASTIEL)

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COME NON LA RACCONTANO AI BAMBINI.

Una delle fiabe più celebri e amate al mondo, fatta risalire nella sua forma primordiale addirittura all’antico Egitto, reintrodotta in Europa grazie al nostrano Giambattista Basile e infine resa popolare nella versione che tutti conoscono da Charles Perrault e dai fratelli Grimm, è una di quelle storie senza tempo che l’arte e la cultura pop amano spesso reinterpretare, rimodernare, se non proprio stravolgere.

Si pensi al successone di una rom-com quale “Pretty woman”, o ad assai meno innocenti varianti horror-splatter come “Cinderella’s revenge” (il titolo parla da sé): il racconto della bella orfanella sfruttata e denigrata dalla matrigna e dalle sorellastre cattive che, attraverso patimenti e magie, riuscirà infine a coronare il suo sogno d’amore sposando un giovane principe, si presta perfettamente a rivisitazioni di ogni sorta.

L’immaginario queer si rivela un background eccellente a tal proposito, non solo a livello di estetica, tra fatati brillii e vestiti sgargianti, ma anche per il solido leitmotiv della rivalsa e dell’emancipazione, da un punto di vista tanto personale quanto sociale.

Con irresistibile ironia e un tocco di grottesca irriverenza, il regista Nathan Castiel propone per il singolo dei Model/Actriz una folle e trascinante rilettura gay della favola, in un caleidoscopio di luci al neon e follie notturne da dance floor, attori en travesti e parodistiche degradazioni ambientali.

Proprio come nel noto lungometraggio animato della Disney, il video comincia con un libro di fiabe che, una volta aperto, ci immergerà nella vicenda con il più classico dei “c’era una volta”… Meglio ignorare il fatto che il tomo in questione giaccia ai piedi di un sacco dell’immondizia, immerso nei poco leggiadri effluvi cromatici del grigiore urbano.

E proprio nell’uggiosità di una città moderna si svolgeranno i fatti, seguendo con esilarante aderenza l’iter che tutti ricordano: Cenerentola piange sulla tomba del padre, mentre Lady Tremaine e le sue brutte figlie pregustano le crudeli angherie cui sottoporranno la loro giovane vittima-sguattera, costringendola a lustrare pavimenti, spolverare, cucinare e servire fino allo stremo.

Il quartetto femminile viene interpretato dagli stessi membri della band, col baffuto frontman Cole Haden nel ruolo eponimo. L’esaltante sound del brano, conteso tra il punk danzereccio, la techno, il noise, accompagna movenze e sospiri del performer con umoristica puntualità.

Come in ogni parodia che si rispetti, anche i dettagli più insospettabili vengono traviati in maniera trasgressiva, talvolta anche surreale. È il caso degli iconici topolini che, nella tradizione disneyana, aiutavano l’eroina a rammendare vestiti e intonare canzoni: qui vengono rimpiazzati nientemeno che da veri sorcetti impagliati e mossi a mo’ di burattini, con quel “buon cattivo gusto” che i fan del vecchio John Waters apprezzeranno.

Incontriamo finalmente il principe della situazione: un deejay muscoloso e ammiccante, che, a petto nudo e con indosso un’appariscente corona di coni dorati, invita tutti i sudditi nel suo locale per un grandioso party di compleanno.

Due coppie di impassibili e diversissimi gemelli siamesi spargono la voce nel regno metropolitano, e ovviamente catturano l’attenzione di Cenerentola e delle sue dispotiche parenti. Queste ultime, come da prassi, le impediscono di andare al ballo segregando la poverina in casa.

Ma proprio quando tutto sembra perduto, l’intervento dell’immancabile fata madrina darà alla fanciulla l’occasione della vita: un tocco di bacchetta magica – o meglio, di un giocattolo di plastica con la punta luminescente – e il più è fatto. Un abito nuovo, un passaggio su un’auto di lusso, e il party può cominciare anche per la nostra Cinderella.

Inutile dire che la giovane rapisce immediatamente lo sguardo dell’aitante principe: la sala da ballo si trasforma in un travolgente palcoscenico di suoni e colori da night scene, animato da una lodevole coreografia che ruota attorno alla fisica espressività di Haden.

Poco prima della mezzanotte, però, il buon Cole è costretto a fuggire: l’incanto finirà a breve, ma grazie al cielo il nostro si lascia dietro un ricordino. No, non la proverbiale scarpetta, ma un chipmunk tassidermizzato che conduce il principe e i suoi sincronici supporter siamesi fino alla residenza dell’amata!

A nulla potranno i perfidi tentativi delle tre megere di nascondere la ragazza chiudendola fuori in balcone: lo scoiattolo si lancia su per le scale, diretto al luogo di prigionia della padroncina; l’erede al trono rincorre l’animaletto a perdifiato, nonostante le proteste delle aguzzine. Le sbarre della ringhiera dietro cui queste osservano impotenti la scena presagisce la carceraria sorte che toccherà loro di lì a breve.

Dopo tante disavventure, finalmente la dolce coppia coi mustacchi può riunirsi in matrimonio, e come si suol dire, “vissero tutti felici e contenti”… e pure un po’ fuori di cocozza!

MODEL/ACTRIZ. NATHAN CASTIEL. 2025.

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