HABIBTI / 3YOONI (RAPHAËL PIGUET)

VIDEO ARK ||| Recensioni Video Musicali

DANZARE UN RICORDO.

Un ragazzo palestinese esule a Marsiglia, rielabora in forma di danza i gesti e i ricordi felici di un tempo vissuto assieme alla sua amata. Il suo peregrinare come trasognato, ma con un accenno di sorriso nonostante il dramma subito dal suo popolo, uno straniero che vaga e danza in solitaria in una città di frontiera forse ostile, forse no, dove l’unico conforto è dato dal legame con sparuti gruppi di solidali verso la sua causa, quell’occupazione arbitraria della sua terra da decenni seguita da un vero e proprio genocidio perpetrato nella quasi completa indifferenza di governi e popoli sia vicini che lontani.

Sguardo triste e pieno di nostalgia che punta verso il mare e oltre, il peso della lontananza mitigato in qualche modo dai social, come un leone in gabbia il giovane protagonista con la kefiyah al collo si aggira per i quartieri popolari o lungo il porto della grande città, con l’aria di chi cerca risposte o soluzioni nei volti della gente e, in alcuni momenti con fare scattoso, approfitta del vuoto attorno a sé per dar sfogo alla sua irrequietezza, e lo fa ballando, “aggredendo” coi suoi dolci movimenti gli arredi urbani, oppure unendosi a un esiguo corteo di protesta contro gli spietati meccanismi autoritari; ma al di là di tutto egli si muove con in testa solo dubbi e inquietudini e il cuore gonfio, immaginando di riprendere quella danza insieme alla sua donna ormai lontana, cercando di ricreare l’intimità dei gesti e quell’intesa che ormai sembra irrecuperabile a cui si allude nel testo di 3YOONI.

Si scrive 3YOONI, si legge AYOONI, “i miei occhi”, è lo pseudonimo scelto dal musicista iracheno Yassin Mahdi, esiliato in Svizzera insieme alla famiglia a causa della lunga guerra nel suo Paese. Il suo progetto musicale fonde sonorità simili al trip hop tra beat elettronici ossessivi, timbri e ritmiche tradizionali arabe che sostengono una voce sognante abile nel declamare testi in iracheno, fondamentalmente incentrati su concetti di identità, razzismo e voglia di indipendenza e di riscatto.

Il video, diretto dal giovane Raphaël Piguet, cerca di reinterpretare la poetica del testo di “Habibti” attraverso una scelta estetica che alterna elementi realistici alla trasognata performance dell’attore – ballerino Shebli Albau, restituendo al pubblico nell’intensità di alcune sequenze, il dramma interiore di chi è costretto a una condizione di esilio forzato, una profonda lacerazione quasi impossibile da comunicare se non in forma artistica. 

3YOONI. RAPHAËL PIGUET. 2025.

author
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x