
WHAT A TWIST!
Tutti amano le storie con un buon colpo di scena, e ci sono casi in cui non solo il plot twist costringe a riconsiderare gli avvenimenti trascorsi da una prospettiva diversa, ma finisce anche per ribaltare il mood stesso del racconto, se non addirittura il genere narrativo di appartenenza.
È con beffarda nonchalance che il duo creativo dietro il video in esame – composto da Andy Swartz, regista di Brooklyn, e da Cameron Winter, frontman degli stessi Geese, autori del brano – trasforma un pacato siparietto romantico in un singulto di follia criminale che quasi sfiora l’horror.
Protagonisti del clip sono due giovani dall’aspetto e l’abbigliamento curati, fermi in riva a un grande lago, accanto alla loro auto. Dopo aver immerso sguardi e pensieri nella bellezza del paesaggio, la coppia sale in macchina e riparte per il suo viaggio.
Hanno entrambi un’aria meditabonda, forse un riflesso di quella intima, splendida malinconia emanata dal clima tardo-autunnale che li circonda. Un ambiente boschivo e asciutto, dominato dai toni del marrone e dell’arancione sbiadito delle foglie morte, solcato da quell’unico, interminabile tappeto di asfalto che stanno percorrendo, diretti a chissà quale meta.
Dopo uno sguardo dolce, una carezza delicata, un sorriso ricambiato, una mela offerta al guidatore che ne accetta un morso con calorosa gratitudine… l’atmosfera all’interno dell’abitacolo torna a ingentilirsi tra tiepidi soffi di amore e tenerezza. I due si vogliono bene, sono complici nella vita, e ogni loro gesto ne è una dimostrazione.
A questo punto, provando a mettere in muto il clip e riproducendo simultaneamente una randomica track da libreria musicale royalty free – qualcosa pescata nella categoria “Relax” – sembrerebbe di trovarsi di fronte a un qualche tipo di spot pubblicitario.
L’uso meticoloso delle inquadrature aeree, la fotografia impeccabile, la precisione con cui vengono colti tanto l’idillio naturalistico delle location quanto la rasserenante geometria della strada che si srotola tra gli alberi spogli, il progressivo imbiancarsi dello sfondo man mano che si sale di altitudine e la neve comincia a coprire la carreggiata…
Se non fosse per il tono vibrante e scanzonato con cui la band newyorkese commenta la scena, nulla farebbe presagire il repentino “turn of events” che spezza a metà l’incantevole soavità del video, in concomitanza col frenetico bridge che, tra rullate ossessive e scalmanati sussulti vocali, proietta la canzone verso il trascinante terzo atto.
Dal bagagliaio dell’auto esce all’improvviso un uomo nudo e con le mani legate, che terrorizzato tenta una goffa fuga tra la soffice ma impietosa neve della montagna, inciampando a ogni passo!
Altro che mielosi fidanzatini, quei due sono degli spietati e insospettabili rapitori!
Con occhi sbigottiti, gli amanti osservano sorpresi l’evasione del loro prigioniero, il loro trofeo, la loro preda umana… Cosa vogliano fare con lui resta un mistero, ma per il momento il ragazzo si getta senza troppa fretta all’inseguimento della povera vittima, la riacciuffa e la riporta al sicuro nella sua gabbia.
Per il finale del video, ora che si è fatta sera, ci spostiamo nell’elegante abitazione dei due sequestratori. Qui li raggiunge un’altra coppia, e dai loro modi affabili si capisce che si tratta di amici di lunga data, con molti interessi in comune.
Forse si tratta di un invito a cena… E, date le premesse e le inquietanti soluzioni luminose giocate su neri profondi e luci abbaglianti, chi ha dimestichezza coi film dell’orrore potrebbe già fantasticare a proposito di strane cerimonie antropofagiche, dalle parti di un Family dinner…
Con un ultimo coup de théâtre, gli autori tuttavia ci mostrano una verità molto differente, meno cruenta ma nondimeno disturbante. E dannatamente grottesca.
Gli ospiti vengono condotti in una piccola stanza dove ad attenderli se ne sta lo sventurato ometto senza vestiti: lo troviamo carponi, imbrigliato e con una sella sul dorso.
Con lascivo gaudio, i nuovi arrivati si divertono a nutrire quel bel “cavallino” con una carota fresca, lo montano e lo invitano a nitrire come un bravo puledro.
Dal rude stupro porcino di Un tranquillo week-end di paura ai sofisticati giochetti equini dei Geese, il passo in fondo è piuttosto breve!
GEESE. ANDY SWARTZ & CAMERON WINTER. 2023.


