
SENTIMENTI PESANTI PER CORPI CHE VOLANO.
Una serata normale, di quelle che non si sa quale futuro avrà. Un mercoledì sera normale, di quelli che non hai abbastanza dietro per fare qualcosa di importane e c’è troppo davanti da affrontare per non sentire la tensione. Amori incerti, litigi, screzi, incomprensioni. Ci troviamo al solito posto per parlarne e il solito posto è un barrettino povero, senza pretese, al limite dello squallido. Brutta luce, brutti arredi, vita quotidiana. Tu non parli, io non mi scuso. Stiamo in silenzio ancora un po’. Poi la musica mi aiuta e mi sostiene a spiegarti, a chiederti e tu rispondi. Stiamo comunicando, ci stiamo venendo incontro, forse ci capiremo e saremo ancora un amore forte.
Tavolo al centro di un piantito a quadrati larghi. Luce fredda e sconsolata. Altre persone, un ragazzo e una ragazza soli seduti ognuno a tavoli lontani. Poi il barista distratto e pigro dietro il bancone.
Cinque persone in un bar di bassissima qualità. Cinque giovani persi in una grande città che si ritrovano per caso in un posto che li contiene e contiene i loro sentimenti cupi alla perfezione, ma che di sicuro non li aiuta a sentirsi meglio, a vedersi migliori.
Senonché, per la magia dell’arte, tutto diventa speciale, innaturale e sovrannaturale. Lei, bellissima e giovane, in una eccitazione simile ad un urlo, allarga le braccia e in uno sforzo ginnico ed espressivo trasforma le sue emozioni, i suoi gesti in una danza potente. Come uno sciamano, agita le mani e il corpo per tirar fuori da sé quel che vorrebbe dire ma non sa come fare. La presenza si carica, si tende. I muscoli sono al massimo della forza. Si lancia sul tavolo ad un centimetro dalle labbra di lui come fosse una cosa normale. Poi in acrobazie aeree guida il suo corpo nello spazio. Il racconto è chiaro. Energia vitale e passione, tensione di vivere e forza: i sentimenti pesanti rendono tutto irreale.
Lei, con movimenti ritmici simili ad una lotta orientale elegante e potente, ha detto la sua cosa e lui, ora, le risponderà danzando discorsi e sentimenti, sfidando la gravità e lo spazio circostante.
Si incontreranno i due amanti, si riprenderanno e rinnoveranno il loro amore concedendosi promesse e speranze.
Ma gli altri nel bar? Lei, l’altra lei lontana, sola e sconsolata contagiata da quella malattia espressiva si lancia sull’altro astante, ragazzo solo e sconsolato e darà anche lei il via ad un dialogo danzato. I due si conosceranno e si concederanno la possibilità di sentirsi, aversi e costruire qualcosa forse. Il barista che cade nella stessa trance parteciperà di tutto questo profluvio di gesti e bellezza, di magia e movimento. I cinque si troveranno per magia in una coreografia serrata ed emotiva fatta di sforzi ed eleganza. Come un unico corpo, come un’unica opera si muoveranno in sincrono sentendo la stessa tensione, partecipando degli stessi scombussolamenti emotivi.
I personaggi in verità sono sei. I cinque giovani che danzano e una telecamera mossa a mano in un lungo piano sequenza ossessivo e volteggiato che traccia lo spazio e scopre, mostra, narra i personaggi non seguendoli, ma incontrandoli e lasciandoli. Il movimento dell’obiettivo, dell’occhio che ci narra tutta la storia, si muove nello spazio anch’esso sperimentando tutte le direzioni dell’alto e del basso.
La danza, la coreografia è un misto di movimenti funky, hip pop, danza urbana e danza contemporanea. La coreografia è di Miranda Chambers e questo video segna il ritorno di una band famosissima che è stata in silenzio per 24 anni con la serrata e lucida regia di Charlie Di Placido.
I due innamorati in crisi, dopo aver lanciato tutta questa energia di gesti e di codici emotivi, si concederanno un intenso bacio d’amore. La forte passione della danza si concretizzerà in un amore vero e profondo. Tutto torna normale. È stato solo un instante di soprannaturale di un mercoledì sera normale. Loro sono seduti come all’inizio. I due personaggi distanti, sono distanti e il barista torna alla sua distratta pigrizia.
Se potessimo danzare i nostri dolori, le nostre emozioni e i nostri sentimenti invece di metterci a gridare o piangere o insistere in modo lamentoso, forse le nostre vite diventerebbero epiche e speciali dove anche i giorni più cupi, nella danza, diventerebbero bellezza.
EVERYTHING BUT THE GIRL. CHARLIE DI PLACIDO. 2023.



Grazie di cuore a Nicola “Naotodate” Savelli per averci segnalato questo bel video di Everything but the girl!