
IL TECNO-ORRORE DELL’ESSERE UMANI.
Non è proprio il tipo di video in cui un animo candido spererebbe di incappare durante una sessione di browsing su YouTube, quello che Craig Murray ha concepito, diretto e montato per l’apocalittico singolo dei Primitive Man!
Ben dieci minuti di ruvidezza visionaria che, attraverso un variegato campionario di espedienti disturbanti e di richiami cinematografici mirati, descrivono un’allegorica istantanea di pessimistica e angosciosa contemporaneità, materializzando un subdolo cancro sociale, tragicamente e consciamente trascurato, che sta portando l’umanità al collasso.
Lo stile grafico adottato dal videomaker si rifà a capisaldi dell’immaginario horror, dai filmati snuff dell’era analogica alle immagini d’archivio dei reportage shock, dagli incubi tecnologici e carnosi del cinema di Cronenberg al torture porn del nuovo millennio.
La qualità delle riprese passa dalla nitidezza dell’alta definizione alla rozza sporcizia di una vecchia videocassetta, dal bianco e nero al colore più o meno saturo, esacerbando l’alienante e repulsiva sensazione che emana dall’insieme.
Insomma, un potpourri visivo dai miasmi necrotici che, tra ruggiti accusatori e un lasciapassare per i conati di vomito, non si scorda per strada attuali spunti di riflessione.
Il palcoscenico viene equamente condiviso da tre personaggi, accreditati semplicemente come “l’Uomo”, “la Donna” e “la Vittima”.
Quest’ultima, legata e incappucciata, si divincola disperata cercando di liberarsi dalla sua prigione di filamenti e cordami, ma l’Uomo, l’aguzzino in tenuta pseudo-medica, è perfidamente consapevole che ogni suo sforzo sarà vano, e riprende con una videocamera la crudele vignetta.
Ad acuire il senso di degrado è l’uso crudo, ma non gratuito, di sequenze di repertorio che ritraggono alcuni degli aspetti più deplorevoli della storia recente, dalla follia del Ku Klux Klan alle lacrime degli orfani di guerra, da chi sgancia missili sui civili con la nonchalance di un teenager che gioca a Space invaders all’agonia degli animali cacciati.
In un bizzarro disegno di frattali metafilmici, dove la rappresentazione sullo schermo va a sovrapporsi, a fondersi e a confondersi con la vita stessa, scopriamo che queste luride immagini, registrate dall’Uomo e trasmesse sul display di un piccolo televisore, sono le medesime che la Vittima (o forse a un’altra Vittima?) è costretta a osservare.
Be’, “osservando” non è forse il termine più indicato, dal momento che essa è ormai ridotta a un cadavere putrido che penzola dal soffitto come una macabra marionetta!
Per di più, non è mediante lo sguardo che tali abomini riescono a imprimersi nella sua coscienza: un lungo cavo venoso collega direttamente il tubo catodico al corpo martoriato, come una sorta di cordone ombelicale che nutre lo scheletro marcescente a indigesti bocconi di orrori antropologici.
Un quadretto che sicuramente farà esultare i fan di Videodrome!
L’Uomo si assicura che la sua “cavia” assimili per bene ogni goccia di questo festival della disumanità, poi comincia a seviziarla e a inciderne i poveri resti con chirurgica imprecisione, addirittura incastonandole nel cervello una croce di metallo.
Come in un sogno febbrile dello Jorg Buttgereit di Nekromantik, la salma sanguina copiosamente, andando a riempire di rancida emoglobina un canale di scolo.
Qui viene introdotta la terza protagonista della situazione, la Donna, un’elegante e non più giovanissima matriarca dal fare aristocraticamente vanitoso, che come routine di bellezza ha il brutto vizio di farsi… docce ematiche!
Ebbene sì, come una novella contessa Bathory, la signora lascia che il sangue della Vittima, raccolto nelle tubature idriche della sua lussuosa dimora, le si riversi addosso dal soffione della doccia, imitando un noto momento dell’Hostel 2 di Eli Roth.
I potenti che si mantengono belli e in salute col sacrificio dei miserabili, gli scienziati pazzi al loro servizio che hanno elevato la pazzia ad arte malsana, i comuni mortali destinati ad annichilirsi con la fine di ogni umanitario raziocinio…
C’è qualche insegnamento che possiamo trarre da quest’orgia di ingiustizia? Sarà ancora possibile reagire a simili mostruosità? Ma la vera domanda è: come diavolo ha fatto il video a passare su YouTube senza beccarsi una age-restriction?
2025. PRIMITIVE MAN. CRAIG MURRAY.


