
IL MONDO NEGLI OCCHI DI UN BAMBINO.
Oggi ci facciamo accompagnare dalle sapienti mani del regista Benjamin Jones nel suo mondo psichedelico, multiforme, fatto di animazioni video piuttosto weird. Varcare le porte di questo video significa entrare in un mondo dimenticato; un mondo dove ogni oggetto, giocattolo, disegno, ha una sua vita propria e propri sentimenti che esprime attraverso sguardi e parole. È un video dove il rito del giocare del bambino vince su tutte le realtà che conosciamo.
L’ambiente in cui siamo è amichevole, pieno di colori, la stanza di un bambino, con il pavimento pieno di giocattoli vecchi e una bellissima trottola. Insomma, tutto il necessario per un buon tempo di gioco. Degli omini di legno su una macchinina vecchio stile parlano fra di loro, e con i loro sguardi ci influenzano.
La scena si sposta sotto il letto dove le scarpe discutono l’una con l’altra come fosse d’abitudine per loro, poi passiamo a un giardiniere disattento che fa cadere, rompendo, un vasetto contenente una piccola pianta. Una luce silenziosa si muove la notte per casa e rimette al loro posto le scarpe che rispondono con un cordiale sorriso. Sulla macchinina arriva un quarto elemento e quello in prima fila, prima solo, si sente felice, finalmente sollevato e cominciano a chiacchierare.
Una tazza bianca dallo sguardo altezzoso viene presa, mentre dietro compare una tazza dal manico rotto che si guarda intorno triste e spaventata. Un casco di banane, chiacchiera animatamente felice finché una non viene presa e le altre rimangono sconvolte. Le scarpe da sotto il letto muovono i loro lacci e vengono subito prese e gettate nell’immondizia. Un clementino viene mangiato lentamente sotto gli occhi atterriti dei suoi compagni.
La tazza rotta, è felice quando invece di venir buttata viene utilizzata come vaso per piantare quella piantina senza più un vaso, e anche le vecchie scarpe riprendono a vivere quando qualcuno le recupera dal bidone e le indossa. Decine e decine di microscopiche situazioni traslate dallo sguardo bambino.
Poco più di vent’anni fa la cantautrice Kate Stables si ritrova a incidere il suo primo album e con l’aiuto di alcuni amici completa l’opera formando la band This is the kit. Disco dopo disco la band si allarga e si stabilizza intorno a lei, creando una band folk con strumenti legati alla traduzione come banjo e violino ma con una scrittura fresca che rinnova la tradizione folk.
La band viene subito notata dalla BBC che li trasmette, ma anche da produttori come il famossimo John Parish (storico produttore di PJ Harvey e di tanti altri) che porterà la band in studio per il secondo disco. L’aumentare di contatti li porterà ad incidere il terzo disco col chitarrista dei The National, a sua volta già produttore per Bon Iver, Ed Sheeran, Mumford & Sons e tanti tanti altri. L’esposizione della band cresce e arrivano a firmare per “Rough Trade”, che rimane una delle più grandi etichette indipendenti inglesi degli ultimi 40 anni.
Un video buffo, strano e delicato che si muove bene sulla canzone della band lasciandoti una fresca carezza.
THIS IS THE KIT. BENJAMIN JONES. 2023.


