
PERDERSI NEL RIPETERSI.
Un tipo pelle e ossa in pantaloncini sta terminando di apporsi della pittura dorata sulla pelle, seduto davanti a uno specchio e con un sorriso allucinato scavato nel volto, degno del Joaquin Phoenix di Joker.
Improvvisamente lo specchio viene abbassato e – colpo di scena! – dall’altra parte si palesa un personaggio perfettamente identico a lui sotto ogni aspetto, dal fisico mingherlino alla tinta che ne ricopre il corpo.
Sembra di vedere due cloni messi faccia a faccia, ambedue col viso alterato da quell’inquietante e innaturale ghigno.
Un gioco di prestigio? Magie dell’effettistica digitale? Niente di tutto questo: si tratta di due attori gemelli appositamente selezionati dagli inglesi Sorry per dare visiva forma all’etereo e tormentoso brano del accompagna il clip.
La frontwoman del gruppo Asha Lorenz dirige di persona la coppia di performer guidandoli in un criptico gioco di specchi e suggestione ottica, in cui si materializzano crisi di identità, tossicità amorosa e spunti psicoanalitici di surreale consistenza.
È una relazione malata, quella dei due protagonisti, tanto simili nell’aspetto quanto intimamente infelici, costretti a muoversi insieme in armonia e a condividere ogni istante della loro esistenza, tra passeggiate all’aria aperta ed esibizioni di statuaria sincronia, come in una specie di coreografia forzata.
Il montaggio frammentato e poco incline alla consequenzialità degli eventi rende ancora più difficile distinguere un gemello dall’altro, rimarcando il senso di smarrimento e di perdita dell’io su cui si fonda il testo della canzone, confondendo i ruoli di vittima e carnefice in un amalgama di universale sofferenza emotiva.
Sofferenza che, come in tutti i rapporti malsani (si tratti di un rapporto con l’altro o addirittura con il proprio sé), non si manifesta fin da subito, ma resta latente, sottocutanea, acuendosi col passare dei minuti in un sottofondo di sguardi mesti e occasionali quadretti di solitudine.
Ad un tratto, uno dei fratelli si ritrova parzialmente colorato da un pigmento blu, che a poco a poco, come se fosse una malattia infettiva, ricopre la patina dorata degli esordi tramutandolo in una specie di carnevalesco Na’vi del pianeta Terra.
Non è chiaro da dove provenga questa misteriosa tinta, ma sembra convincere il “contaminato” a prendere le distanze dal partner, arrivando in prossimità di un lago, forse l’unico grande specchio in grado di mondarlo dalla sua triste condizione.
Ma il fratello lo raggiunge, visibilmente alterato per il suo allontanamento, e tra i due comincia uno scontro, dapprima verbale, poi anche fisico.
Tuttavia, è ancora una volta la confusione a trionfare: mentre i gemelli si allontanano dalla riva, immergendosi sempre di più nell’acqua, la loro lite muta in un abbraccio – o la parodia di un abbraccio, quasi fossero affetti da un’incapacità patologica di stringersi l’un l’altro – per poi esplodere in un atto finale idealmente tragico.
Scopriamo, infatti, che è il ragazzo d’oro a impugnare il fatale pennello che sta ridipingendo il suo sosia! Quest’ultimo, dopo averlo colto in flagrante, passa al contrattacco disarmandolo e spintonandolo.
Le loro membra si avvinghiano vicendevolmente, i loro colori si mescolano, si lavano e si disperdono come un’eco, ridefinendo e al contempo celando l’identità dei due contendenti.
Nell’epilogo, entrambi i fratelli sprofondano sotto la superficie del lago, lasciando solo un pennello sporco a galleggiare vicino alla sponda.
L’oblio del sentimento, l’annichilimento della persona…
E una marginale speranza che la pittura usata per il video sia eco-friendly!
2025. SORRY. ASHA LORENZ.



Video strepitoso, forse il primo fatto con due gemelli protagonisti. Complimenti per la recensione, chissà dove è stato girato. Hai informazioni in merito? Continuate così.