
UNA FUMATA PER L’INFINITO.
Il beat incalzante che riecheggia nelle meningi, le ipnotiche vibrazioni dark del riff che ti catturano col loro tocco suadentemente malevolo, il tono evocativamente monocorde dei due cantanti, che con il loro spoken word francofono portano l’atmosfera allucinata del brano a livelli quasi spirituali…
Tutto questo è servito all’animatore e tattoo artist Razab (noto sui social come Razab.Razab) da ispirazione per il suo visionario e grottesco clip, con cui offre adeguatissimo sostegno figurativo all’accattivante pezzo di Cyril Yeterian e Cyril Bondi, per tutti Cyril Cyril.
Lo spunto di partenza è quanto di più semplice, mirato e, in un certo senso, “comodo” si possa immaginare: un ragazzo stravaccato sul sofà si concede qualche momento di svago e relax attingendo avidamente da una piccola pipa. Ed è chiaro, sia dalle dimensioni delle sue pupille sia dal colore verde acceso del fumo, che quello inalato non è esattamente tabacco!
Avvinto dalla botta psicotropa del suo lasciapassare per lo smarrimento mentale, il nostro biondo amico chiude gli occhi e si lascia andare all’alterato stream of consciousness che gli si sprigiona nel cervello, catapultando se stesso e lo spettatore in un breve trip di acido surrealismo.
Il tratto grafico dal regista si rifà, opportunamente, alla spontaneità naif e grezza di certe illustrazioni psichedeliche, in perfetto allineamento con uno stile di animazione minimale, dal basso frame-rate all’uso massiccio dell’outline sfarfallante, dai colori piatti all’abbondanza di sequenze in loop.
Su queste basi, non resta altro che farsi trasportare dall’immaginazione del creatore e da quella dose di sana pazzia che è in grado di generare universi.
Mentre un ciclopico bamboccione dagli occhi rossi fluttuante nel cielo si ingolla un’autostrada infinita che gli scorre direttamente tra le fauci, il duo di omonimi musicisti francesi percorre la scia d’asfalto a bordo di una macchina nera dal look satanico, roba che non sfigurerebbe in un film post-apocalittico.
Sul sedile di dietro li osserva un tipetto dallo sguardo luciferino (probabile alter ego dello stra-fatto protagonista) e parecchio accaldato, a giudicare dal sudore che gli cola sul volto.
Nel frattempo, un centauro che deve aver preso lezioni di manicure da Freddy Krueger sfreccia con la sua moto in una sorta di galleria futuristica, dalle parti di uno storyboard del primo Tron.
Mentre l’automobile si lascia ingurgitare dal vorace mega-pupo, il biker non ci sta, e frena la sua corsa prima di finire in bocca al mostro.
A questo punto, accettando la logica irrazionale di un sogno psicoattivo, non dobbiamo stupirci se, a conclusione del pasto stradale del bambinone, lo stesso si trasforma in un maiale guerrafondaio che prende a mitragliate chiunque gli si pari davanti!
Ma solo per un po’, dal momento che il supersize-baby torna alternativamente alla sua forma originaria, giusto in tempo per farsi colare gli occhi dalle orbite e piangere una coppia di strade a doppia corsia, liberando al contempo l’auto dei due Cyril.
Tra odissee nello spazio di satelliti antropomorfi e bizzarre metamorfosi cicliche di creature alienoidi che rigurgitano le loro stesse teste (tutte meraviglie che i cantanti si godono dalle lenti scure dei loro visori VR), va a concludersi il viaggio da divano dell’amico fattone.
Forse sarebbe meglio spegnere la pipa, per oggi…
CYRIL CYRIL. RAZAB. 2024.


